Raccontare un territorio non è solo elencare date o monumenti. Prima dell’avvento delle nuove tecnologie, una visita al museo o di qualsiasi monumento storico era corredata da una semplice insegna con qualche riga di spiegazione. Le audioguide, in più lingue, hanno segnato il primo passo verso un nuovo modo di fruire un patrimonio storico-culturale. La versa svolta, però, è arrivata con l’avvento della Realtà Aumentata e della Realtà Virtuale. Con i moderni applicativi, infatti raccontare un territorio diventa un’occasione per far vivere al visitatore ed al turista un’emozione, un ricordo e creare una connessione. Con le tecnologie immersive è possibile creare esperienze che lasciano il segno e che hanno come conseguenza la possibilità di far conoscere, magari tramite il passaparola, ancor di più un determinato territorio. La tecnologia cambia completamente il modo di comunicare la cultura. I confini geografici si dissolvono, le barriere linguistiche si assottigliano e, grazie a internet, le tradizioni millenarie e le nuove tendenze culturali possono viaggiare a una velocità impensabile solo pochi decenni fa. Musei, gallerie d’arte, teatri e biblioteche hanno iniziato a utilizzare le tecnologie digitali per preservare, rendere più accessibile e innovare il patrimonio culturale, creando nuove esperienze per i visitatori e nuove opportunità per gli operatori del settore. La digitalizzazione di manoscritti antichi, dipinti e reperti archeologici rende, ad esempio, questi tesori accessibili a un pubblico globale, garantendo che non vadano persi per sempre. mentre la digitalizzazione “piatta” (foto, testi) conserva il contenuto, la AR e la VR aggiungono una dimensione di immersione e interazione. Non solo documentano la cultura, ma permettono di viverla, rendendola più vivida e personale per un pubblico sempre più vasto e diversificato. La VR immerge l’utente in un ambiente completamente digitale, separandolo dal mondo fisico. Indossando un visore, ci si può immergere davvero dentro un’esperienza innovativa. L’AR sovrappone elementi digitali (come immagini, video o modelli 3D) al mondo reale che vediamo attraverso la fotocamera di uno smartphone, un tablet o un visore arricchendo decisamente l’esperienza fisica di fruizione di un patrimonio storico-culturale. Sicuramente, le sfide non mancano ma ciò che sembra chiaro è che la cultura sta vivendo, dal punto di vista della comunicazione, una vera e propria trasformazione diventando sempre più accessibile, coinvolgente ed interattiva.